Marine Le Pen resta eleggibile, malgrado la Corte d’appello di Parigi abbia pronunciato una sentenza di condanna a carico della leader di estrema destra martedì 7 luglio nel processo di secondo grado riguardante gli assistenti parlamentari europei del Front national (FN).

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La Corte ha confermato che Marine Le Pen è colpevole di distrazione di fondi pubblici e di complicità in questo reato. È stata condannata a tre anni di reclusione, di cui due con sospensione condizionale e un anno di carcere effettivo, che potrà essere convertito in misure alternative, e a una pena di incandidabilità di 45 mesi, di cui 30 con sospensione.

Marine Le Pen è quindi candidabile, ma sarà sottoposta al braccialetto elettronico per un anno. Negli ultimi mesi ha ripetuto di non voler fare campagna se dovrà indossare un braccialetto elettronico.

La presidente della Corte d’appello, Michèle Agi, ha precisato che la Corte ha ritenuto che "i fondi europei sono fondi pubblici". Ha definito i fatti "gravi perché per la loro continuità su undici anni", descrivendo "manovre". "I fatti hanno gettato discredito sulle istituzioni europee; sono gravi anche perché hanno creato una rottura di uguaglianza con gli altri partiti politici", ha aggiunto la magistrata.