Bologna, 6 luglio 2026 – Di fronte all’ultimo post di Donald Trump, tra ordini restrittivi e sguardo adorante di Giorgia Meloni, la strategia politica del presidente Usa continua ad avere una sola certezza: l’imprevedibilità. Ne abbiamo parlato con Giovanna Cosenza, docente ordinaria di Semiotica e storytelling all’Università di Bologna e allieva di Umberto Eco.

Partiamo dall’ultimo post di Trump su Truth. Misoginia, egocentrismo, cosa c’è in quel messaggio?

“C’è tutto Donald Trump, una figura che contiene ogni ingrediente. Oltre a questi elementi aggiungerei: bullismo, provocazione, furbizia nel tendere una trappola, impulsività e un po’ di squilibrio. È un mix che definirei un “minestrone”, per renderlo più casalingo, ma è una portata densissima dove a volte prevale il progetto strategico e altre l’irruenza”.

Perché parla di una trappola?

“Perché Trump vuole attirare l’attenzione su di sé e distoglierla da altro. È un tranello teso ai media, agli avversari politici e al pubblico. C’è fame di questo tipo di scontri. E questo crea una corsa continua: i media si fiondano sulla notizia, moltiplicando i click e continuando a parlare di lui”. Giovanna Cosenza, professoressa ordinaria di Semiotica e storytelling all’Università di Bologna