di
Chiara Bidoli
Per Claudio Mencacci il presidente Usa mette in atto una forma di «dominanza selettiva» colpendo una donna di potere. «Come si reagisce? Tono neutro e risposte essenziali. In questo momento il silenzio della presidente del Consiglio rappresenta una forma di superiorità»
È di domenica sera l’ultimo attacco diretto di Donald Trump contro Giorgia Meloni, alla vigilia del vertice Nato di Ankara, in Turchia. Su Truth è comparso un meme che ritrae i due leader durante il G7 di Evian accompagnato dalla scritta «restraining order needed», letteralmente «servirebbe un ordine restrittivo». Dietro questo post c’è una strategia comunicativa o l’espressione di un disturbo della personalità? Il Corriere lo ha chiesto a Claudio Mencacci, copresidente della Società Italiana di Neuropsicofarmacologia e direttore emerito di Neuroscienze dell’ASST Fatebenefratelli-Sacco di Milano.
«Non è un caso che il messaggio arrivi prima di una vigilia così delicata», osserva Mencacci. «Il presidente degli Stati Uniti utilizza l’umiliazione come strumento per ridefinire i rapporti di forza con i partner politici».














