Il perenne gioco d’azzardo del Presidente degli Stati Uniti stravolge tutti i limiti della decenza e degli equilibri internazionali, ma il più delle volte non è fine a se stesso ed ha un obiettivo preciso: mettere alla prova collaboratori, capi dipartimento, ministri e alleati. Per sostituirli con altri ritenuti totalmente obbedienti. L’analisi di Gianfranco D’Anna
“The President wants to demolish miss Meloni”, Donald vuole demolire Giorgia, é il gelido commento che trapela dalla Casa Bianca.
La minacciosa scritta “serve un ordine restrittivo“ indirizzata alla Premier e pubblicata dal tycoon sui social alla vigilia del vertice Nato di Ankara, conferma la precisa strategia politica della sistematica escalation di rozzi e assurdi attacchi personali diretti di Trump contro Giorgia Meloni.
Una dinamica spiegabile solo in parte con la difesa di Papa Leone XIV dagli attacchi del Presidente americano e dal mancato consenso al transito dalla base di Sigonella dei bombardieri Usa diretti in Iran.
Oltre che torvo, il nuovo attacco alla Premier ha infatti una specifica valenza intimidatoria che va attentamente decrittata. Non è solo l’ennesimo episodio di uno scomposto scontro mediatico, ma il sintomo di un déjà vu nei rapporti Usa-Italia.












