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Alessandro Sala.
Fondazione Capellino chiede all'opinione pubblica di mobilitarsi contro il Ddl Caccia. Domani le audizioni delle associazioni ambientaliste. Primi dubbi anche nel mondo venatorio. Ciarafoni: «A rischio 30 anni di equilibrio»
Il capriolo bruca sereno nella vegetazione. Un sibilo spezza il silenzio e immediatamente uno schizzo di sangue esplode dal suo costato. L'animale cade a terra esanime Lo stesso accade ad un fagiano. E poi a una lepre. Tutti abbattuti all'improvviso, da un proiettile che sembra arrivare dal nulla. Come accade sempre, quando si spara da un capanno ben mimetizzato. È il nuovo video contro la riforma della caccia, con immagini particolarmente crude, lanciato da Fondazione Capellino, da tempo in prima fila nella battaglia contro l'allargamento delle maglie per l'attività venatoria. «Se si approvasse il ddl - è il claim che scorre in sovrimpressione mentre i proiettili continuano in successione e centrano un tabellone con un elenco di nomi - il 94% degli italiani vedrebbe la propria opinione soppressa dal Parlamento. Come la fauna selvatica dal capanno».
Il riferimento è al risultato dei due sondaggi che la stessa Fondazione aveva commissionato a Ipsos e Istituto Piepoli e da cui era emerso come la stragrande maggioranza dell'opinione pubblica italiana sia contraria ad un'estensione della caccia. L'obiettivo dell'iniziativa è contribuire alla mobilitazione dei cittadini affinché facciano sentire la propria voce contro la riforma, già approvata dal Senato e ora al vaglio della Camera, attraverso una petizione e l'invito a prendere posizione pubblicamente, scrivendo ai media e agli stessi 28 deputati della commissione Agricoltura che sono ora alle prese con il testo.











