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10 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 17:24
Undici fra ricercatori, ornitologi, naturalisti, forestali, divulgatori e volontari per la fauna selvatica spiegano in un video prodotto dal CABS – l’associazione che si occupa di lotta al bracconaggio – il perché del loro netto no alla proposta di modifica della legge che regola la caccia avanzata dal ministro Francesco Lollobrigida e pubblicata in esclusiva da ilFattoQuotidiano.it. “La caccia è un privilegio concesso a una minoranza di cittadini, che andrebbe normato strettamente perché non arrechi danni troppo ingenti alla fauna selvatica, ora lo si vuol fare passare come un diritto che avrebbe la precedenza anche sulla tutela della natura – spiega Loris Lanzanova, attivista per gli animali – È vero, la legge 157 andrebbe aggiornata, ma non nel senso in cui pensa Lollobrigida, guarda caso cacciatore anch’egli. Bisogna espungere dalle specie cacciabili quelle che sono in declino, eliminare il piombo dalle cartucce, invece qui non si dà nessuna risposta all’ambiente e si va solo a eliminare i pochi vincoli rimasti per i cacciatori: caccia con la neve, di notte, a febbraio (ma di fatto, col trucco delle aziende venatorie, tutto l’anno), nelle aree demaniali, riduzione delle aree protette. Tutto a beneficio dei cacciatori, una lobby ingorda, arrogante e ipocrita, col Ministro in pieno conflitto di interessi”.






