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Ultimo aggiornamento: 6:17

di Raffaella Baroni – segretaria nazionale LAC

Non lasciatevi ingannare dal silenzio dei media: la guerra alla natura è tornata, ed è più aggressiva di prima. Nel 2025, una mobilitazione senza precedenti di cittadini e associazioni era riuscita a congelare questo disegno di legge “sparatutto”. Oggi, il ddl 1552 è rientrato in Parlamento non più come iniziativa del governo (troppo esposta alle critiche), ma come iniziativa parlamentare, un percorso più “discreto” che permette di accelerare l’iter lontano dai riflettori, sfruttando la distrazione dell’opinione pubblica e l’imminente clima elettorale.

Le lobby venatorie e agricole usano la tattica dello spacchettamento. Molte norme scandalose che erano state rimosse sono state reinserite “di soppiatto” attraverso emendamenti “fantasma” infilati in leggi che non c’entrano nulla, provvedimenti separati che, uno alla volta, smantellano i divieti (come accaduto con la riapertura della caccia nei valichi montani, passata quasi inosservata).