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Alessandro Sala
Nel mirino le audizioni collegate al ddl 1552: convocati otto gruppi venatori, solo quattro quelli animalisti. Appello ai parlamentari ambientalisti della maggioranza: non siate di parte, agite secondo coscienza
Questa settimana il calendario di audizioni collegate alla discussione sulla riforma della caccia, ovvero il ddl 1552 presentato da quattro capigruppo della maggioranza e assegnato in sede referente alle commissioni Ambiente e Industria/Agricoltura, prevede l'intervento di otto associazioni venatorie. La scorsa settimana era toccato alle associazioni animaliste e ambientaliste, ma in quel caso gli inviti erano stati solamente quattro. Una sproporzione che, secondo la coalizione delle Associazioni Unite per la tutela di animali e ambiente, che comprende più di 20 organizzazioni operative in vari campi, denota le intenzioni della coalizione di governo. Il cui testo è già stato ribattezzato «Ddl caccia selvaggia» dal fronte che vi si oppone.
«Esprimiamo profonda indignazione per l'evidente disparità nel rispetto della democrazia e delle istanze provenienti da milioni di cittadini che chiedono maggiore tutela per la vita degli animali, per il loro benessere e per la salvaguardia ambientale - scrivono le associazioni in una nota -. È anche una violazione di uno dei principi cardine della Convenzione di Aarhus, che mira a favorire la partecipazione dei cittadini nei processi decisionali che influenzano l'ambiente».






