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Le organizzazioni ambientaliste italiane stanno criticando un disegno di legge della maggioranza che modifica le regole sulla caccia, e che secondo alcuni giornali le renderebbe più permissive. Tra le altre cose è stato scritto che la riforma avrebbe l’obiettivo di estendere gli orari e i territori in cui la caccia è permessa, e aumentare le specie di uccelli di cui possono essere catturati degli individui da usare per attirare animali della stessa specie, una pratica a cui si oppone chi difende i diritti degli animali. È stato contestato anche un aspetto simbolico ma significativo attribuito alla proposta, che assocerebbe alla caccia un ruolo di «tutela della biodiversità».
In realtà è difficile giudicare le intenzioni della maggioranza, perché un testo ufficiale del disegno di legge, su cui sta lavorando il ministero dell’Agricoltura, non esiste ancora: le sintesi della proposta uscite sui giornali si basano su uno schema di lavoro provvisorio. Per questo non è detto che la riforma, che comunque dovrà poi essere sottoposta al parlamento e potrà quindi essere modificata, rifletterà davvero i resoconti che sono circolati. Il ministro Francesco Lollobrigida peraltro ha contraddetto in più occasioni alcune delle informazioni diffuse dai giornali, e la scorsa settimana ha sostenuto che «non trovano riscontro nel testo finale».








