Come anticipato dalla Zampa, le associazioni Enpa, Lac, Lav, Legambiente, Lipu BirdLife Italia e Wwf Italia intervengono congiuntamente sulla delibera della Conferenza Stato-Regioni che approva il piano di riparto che consentirà a Regioni e Province autonome di cacciare in deroga oltre 800 mila esemplari di storni e fringuelli (230.242 storni e 581.302 fringuelli), specie protette dalla Direttiva Uccelli.

Secondo il piano, nel 2025 si potranno cacciare le due specie di passeriformi in Abruzzo, Campania, Emilia-Romagna (solo storno), Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Puglia (solo storno), Toscana (solo fringuello), Provincia autonoma di Trento (solo fringuello), Umbria e Veneto.

“Le amministrazioni regionali si apprestano a distribuire tra loro le cosiddette ‘piccole quantità’ di esemplari cacciabili in deroga”, scrivono le associazioni in una nota congiunta. “Si tratta di un provvedimento che, oltre a sollevare gravi perplessità giuridiche, sembra nato per rispondere a logiche elettorali regalando ulteriori spari ai cacciatori”.

Poiché ogni deroga deve rispettare condizioni rigorose (motivazioni precise, assenza di alternative soddisfacenti, modalità selettive e rigoroso controllo), a detta delle associazioni “nessuna di queste condizioni risulta oggi soddisfatta”.