Dall’avvio della stagione di caccia a oggi, cioè in soli due mesi, in Lombardia le guardie venatorie del Wwf Italia hanno denunciato 42 persone e sequestrato 214 uccelli protetti uccisi illegalmente e numerose trappole e sistemi di cattura illegali.
Questi sono solo alcuni dei dati forniti nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta al Pirellone durante la quale l’associazione ambientalista ha voluto denunciare la gravità del bracconaggio in Lombardia, che dai dati raccolti appare come un fenomeno sempre più organizzato e dilagante nella regione.
A livello nazionale, i numeri dell’Operazione Pettirosso 2025, condotta dal Comando Unità forestali, ambientali e agroalimentari dell’Arma dei Carabinieri, sono allarmanti e attestano come la caccia illegale non sia un fenomeno marginale, ma un crimine diffuso e organizzato, che alimenta traffici illeciti e sofferenze indicibili per la fauna selvatica.
In questo scenario, il Wwf ha voluto puntare l’attenzione su quel che succede in particolare in Lombardia dove, secondo il coordinatore regionale Mario Attalla, “negli ultimi anni, scelte legislative e amministrative hanno indebolito il sistema dei controlli e introdotto misure che vanno sulla strada opposta. Da ultimo, la caccia in deroga a fringuello e storno, sospesa solo grazie al ricorso, nostro e di altre associazioni, accolto dal Consiglio di Stato. Questi atti non solo non contrastano il bracconaggio, ma lo favoriscono”.






