Quali sono le Regioni che vogliono la caccia in deroga a piccoli uccelli migratori protetti a livello europeo? L’elenco è stato reso noto, numeri alla mano, dalle associazioni Enpa, Lac, Lav, Lndc e Oipa in una nota congiunta.
Come spiegato nei giorni scorsi da La Zampa, a metà giugno la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il piano di riparto che consentirà a Regioni e Province autonome di cacciare in deroga oltre 800 mila esemplari di storni e fringuelli (230.242 storni e 581.302 fringuelli), specie protette dalla Direttiva Uccelli. Su questa base, già tre Regioni – Lombardia, Liguria e Campania - hanno autorizzato, con delibere delle rispettive Giunte, la caccia in deroga a decine di migliaia di esemplari delle due specie.
Le Regioni e i numeri della strage pianificata
Le cinque sigle snocciolano ora i numeri degli uccelli che, in deroga, potranno finire nel mirino dei cacciatori nella stagione venatoria 2025-2026 che sta per iniziare.
Al primo posto figura la Lombardia: la Regione ha chiesto di cacciare in deroga 41.552 storni e 97.637 fringuelli, “ma vorrebbe anche potere considerare in deroga anche altre specie: frosone, peppola e pispola e ha impugnato al Tar il parere Ispra”, sottolineano le associazioni. Seguono il Veneto, con 70.123 fringuelli e 29.842 storni, la Toscana, che ha chiesto di potere colpire 119.847 fringuelli, il Lazio, che chiede la deroga per 83.792 fringuelli e 35.660 storni, la Campania, che ha autorizzato la caccia in deroga a 28.672 storni; l’Emilia-Romagna, che ha chiesto 23.062 storni e l’Abruzzo con 19.317 fringuelli e 8.221 storni.






