Come potrebbe impattare questa possibile crisi politica sul cammino europeo del Paese? La Serbia è candidata all’adesione all’Ue, ma Belgrado deve compiere una serie di passi sostanziali nei capitoli ancora aperti e irrisolti, come la politica estera europea, lo stato di diritto, le condizioni per elezioni libere ed eque, il sistema giudiziario, la corruzione e la lotta alla criminalità organizzata. Soprattutto c’è da ragionare sul posizionamento internazionale di Belgrado, anche alla luce delle mire di super players esterni come Cina e Russia

Cosa accadrà in Serbia dopo l’annuncio a sorpresa del presidente Aleksandar Vučić, secondo cui potrebbe dimettersi entro poche settimane? In carica dal 2017, è al suo secondo e ultimo mandato, che scade nel marzo. Per cui di qui alla fine dell’estate potrebbero essere convocate le elezioni anticipate, e così provare a fermare l’emorragia di consensi che nell’ultimo anno ha portato centinaia di migliaia di manifestanti a scagliarsi contro il governo.

L’ultima occasione di protesta, in ordine di tempo, c’è stata due settimane fa quando a Novi Sad, nel nord della Serbia, è stata commemorata la morte di 16 persone avvenuta nel 2024 a seguito del crollo di una tettoia in una stazione ferroviaria: da quella piazza è giunta una nuova richiesta di urne anticipate. In testa al corteo ancora una volta gli studenti che chiedono un cambio di passo, sostenendo che il disastro della stazione ferroviaria sia stato il segno di una più ampia cattiva gestione dei progetti di costruzione da parte del governo e di episodi di gravissima corruzione.