Il presidente serbo Aleksandar Vucic ha annunciato che presenterà le dimissioni dalla carica di capo dello Stato entro poche settimane per candidarsi a primo ministro nelle future elezioni anticipate, di cui non ha ancora indicato la data. L'obiettivo dichiarato è quello di ottenere un nuovo mandato popolare, nonostante le proteste, che da oltre un anno attraversano la Serbia e mettono sotto pressione il suo governo.
L’annuncio
L'annuncio è arrivato durante una manifestazione organizzata davanti al Parlamento di Belgrado con lo slogan "Serbia, una famiglia", alla quale, secondo il governo, hanno partecipato circa 200 mila persone. Tra gli slogan dei sostenitori, come "Vucic, primo ministro a vita" e "Vucic, orgoglio della Serbia", il presidente ha assicurato che il Partito progressista serbo (Sns) otterrà una vittoria "più convincente che mai" alle prossime elezioni, accusando al tempo stesso opposizione e manifestanti di voler "distruggere il Paese".
Le proteste rappresentano la più grave sfida politica affrontata da Vucic negli ultimi anni. L'ondata di mobilitazioni è iniziata nel 2024 dopo il crollo della pensilina della stazione ferroviaria di Novi Sad, appena ristrutturata, che provocò la morte di 16 persone. La tragedia ha alimentato un forte malcontento popolare, con accuse di corruzione, scarsa trasparenza e indebolimento dello Stato di diritto. Da allora studenti, cittadini e movimenti civici sono scesi più volte in piazza chiedendo responsabilità politiche, riforme istituzionali ed elezioni anticipate.










