Roma, 29 giugno 2026 – La Serbia si avvia verso elezioni presidenziali anticipate, ma resta ancora incerto se, nello stesso momento, si terranno anche nuove elezioni parlamentari. Il dubbio nasce dal criptico annuncio pronunciato sabato 27 giugno dal presidente Aleksandar Vučić, che da un lato ha dichiarato di voler rassegnare le dimissioni “entro poche settimane”, dall’altro ha espresso il desiderio che alle prossime elezioni si presenti una lista con il nome di ‘Serbia Unita’, lasciando così intendere la possibilità di una nuova tornata politica oltre a quella presidenziale.
Diversi osservatori ritengono tuttavia che un rinnovo anticipato del Parlamento potrebbe rappresentare un rischio per Vučić e il suo Partito Progressista Serbo (SNS). Mettendo in discussione contemporaneamente il controllo di più livelli istituzionali, il presidente esporrebbe il partito a una possibile perdita di consenso in un unico ciclo elettorale, soprattutto considerato il clima politico serbo, particolarmente teso dal crollo della stazione ferroviaria di Novi Sad di novembre 2024.
Da allora, migliaia di manifestanti, in particolare studenti universitari, hanno riempito le strade delle principali città serbe, a partire dalla capitale Belgrado, chiedendo le dimissioni dei rappresentanti delle istituzioni accusati di corruzione, mancanza di trasparenza e malgoverno.












