«Continuiamo a chiedere da tempo davanti a queste grandi vertenze» - Eni Versalis, Natuzzi, ex Ilva - «la presenza dello Stato nella gestione delle politiche industriali. Non servono queste passerelle». Lo ha detto a Brindisi la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Buccia che è presente al presidio di protesta organizzato, dallo stesso sindacato, davanti ai cancelli del petrolchimico di Brindisi dove è giunto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, per la posa della prima pietra di una gigafactory.

Urso ha subito chiesto che questore e prefetto comunicassero ai manifestanti della Cgil la sua disponibilità a incontrarli «anche in questa sede», come già avvenuto venerdì scorso al Dicastero a Roma con i rappresentanti di Cobas e Failm.

«La Puglia rappresenta l’esempio concreto di un’industria che si sta sciogliendo, in profonda crisi e - aggiunge - che continua a non avere risposte da parte del governo centrale». "Non ci sono garanzie occupazionali, neppure per i territori e per il Mezzogiorno». «La nostra presenza qui è di contestazione ma anche di una rivendicazione davanti alla necessità che c'è bisogno di difendere le politiche industriali. Non basta venire qui, fare una passerella, mettere una pietra ad una gigafactory che sarà pure importante sul percorso delle transizioni, che noi sosteniamo. Ma se tutto andrà bene questa gigafactory andrà a regime tra tre anni. Nel frattempo - riferisce - i lavoratori continueranno a non avere risposte, salari e garanzie».