Segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci, ritiene che esista una «grande vertenza Puglia» tra delocalizzazioni, chiusure e vendite di asset industriali strategici a soggetti esteri? Senza dimenticare il ricorso quasi sistemico agli ammortizzatori sociali e gli annessi costi sociali, con la vasta platea della forza lavoro sempre più in difficoltà.

«La grande vertenza Puglia esiste e c'è il serio rischio di una grave desertificazione industriale con ricadute disastrose in termini occupazionali. Quando avremmo bisogno di allargare la base manifatturiera per far crescere lavoro specializzato, qualificato, stabile e ben retribuito».

Dalla vicenda Natuzzi, ultima in ordine di tempo all’ormai annosa emergenza dell’Ilva passando per chiusura di Eni Versalis a Brindisi: quanto è grave la situazione?

«Dal siderurgico di Taranto al polo chimico energetico di Brindisi a tutto il settore automotive, al mobile imbottito, al tac, vi sono tantissime vertenze produttive aperte che hanno bisogno di impegni concreti da parte del Governo, di indirizzi politici e investimenti. Parliamo di decine di migliaia di posti di lavoro in ballo».

Insieme alla crisi del salotto imbottito, anche la vicenda call center mette a rischio migliaia di famiglie, complice l’uso dell’intelligenza artificiale.