"I cartellini rossi non vengono ribaltati dalle telefonate politiche ma dalle regole, dalle prove e dagli organismi indipendenti". Lo scrive su X l'ex presidente della Fifa Joseph Blatter, dopo la sospensione della squalifica di Folarin Balugon, attaccante statunitense che era stato espulso durante il match dei sedicesimi di finale con la Bosnia. Decisione che sarebbe arrivata dopo una telefonata del presidente americano, Donald Trump, a quello della Fifa, Gianni Infantino. "Se un presidente degli Stati Uniti interviene con il Presidente della Fifa — e un giocatore viene improvvisamente scagionato prima di una partita a eliminazione diretta della Coppa del Mondo — la domanda è inevitabile: Quo vadis, Fifa?", si chiede Blatter che poi aggiunge: "Il calcio non deve mai diventare un terreno di gioco per il potere politico".
Mondiali 2026, Blatter su Balogun: "Espulsioni non si sospendono con telefonate"
"I cartellini rossi non vengono ribaltati dalle telefonate politiche ma dalle regole, dalle prove e dagli organismi indipendenti". Lo scrive su X l'ex...











