Domenica la FIFA, la federazione internazionale del calcio, che organizza anche i Mondiali, ha annunciato di aver annullato la squalifica di una giornata inflitta all’attaccante della nazionale degli Stati Uniti Folarin Balogun. La sospensione della squalifica, che in questo caso era dovuta a una discussa espulsione durante i 16esimi contro la Bosnia Erzegovina, ha pochi precedenti e ha attirato diverse critiche: non solo da parte del Belgio (la squadra che nella notte tra lunedì e martedì giocherà contro gli Stati Uniti nella partita che Balogun avrebbe dovuto saltare) e della UEFA (la federazione che governa il calcio europeo), ma anche di allenatori, commentatori e politici europei.

Durante i 16esimi di giovedì scorso Balogun aveva pestato la caviglia del difensore bosniaco Tarik Muharemovic. L’arbitro, Raphael Claus, era stato richiamato dal VAR, cioè un altro arbitro che può rivedere le azioni al rallentatore e richiamare l’arbitro in campo, se pensa che possa aver preso una decisione sbagliata in situazioni determinanti. Dopo aver rivisto l’azione, Claus aveva punito Balogun con il cartellino rosso per fallo grave di gioco, che comporta anche una giornata di squalifica.

Il contatto era stato però giudicato da molti come un fallo involontario e non cattivo. L’amministrazione statunitense del presidente Donald Trump si era mossa immediatamente per cambiare la decisione, che considerava ingiusta.