Continuano le polemiche sul caso del calciatore statunitense a cui la Fifa ha sospeso il cartellino rosso durante i Mondiali 2026. Dopo l'espulsione contro la Bosnia, la sua squalifica è stata congelata e potrà così giocare l'ottavo di finale contro il Belgio. La Uefa in una nota parla di una decisione "senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile". L'ex presidente della Fifa, Joseph Blatter: "Il calcio non deve mai diventare un terreno di gioco per il potere politico"

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Continua a far discutere il caso del calciatore statunitense Falorin Balogun, a cui la Fifa ha sospeso il cartellino rosso durante i Mondiali 2026: dopo l'espulsione contro la Bosnia, la sua squalifica è stata congelata e potrà così giocare l'ottavo di finale contro il Belgio. Secondo quanto riportato dal New York Times, il presidente americano Donald Trump avrebbe telefonato mercoledì a Gianni Infantino, a capo della Fifa, chiedendogli di riesaminare la squalifica di Balogun. È stata passata "una linea rossa", ha affermato in una nota la Uefa, denunciando una decisione "senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile". "Il calcio", ha aggiunto, "come qualsiasi altro sport, si basa su regole, che sono il fondamento di una competizione equa, onesta e trasparente. A volte, le regole sono soggette a interpretazione. In questo caso, non è così. Quando la certezza delle regole non è più garantita dai suoi custodi, l'integrità del gioco è in pericolo e la credibilità di una competizione viene minata".