Le frasi shock della pm e la condanna della Cedu Secondo la magistrata, le minacce con una lama ricevute mentre alla tv guardava un programma su un caso di femminicidio erano "scherzi". Le botte ai figli erano "misure disciplinari che non avevano ecceduto il diritto del padre di esercitare l'autorità genitoriale". E, soprattutto, la violenza sessuale era da inserire all'interno di una dinamica "naturale" in cui l'uomo non si arrende davanti al primo diniego della donna. O, per dirla con le parole della pm: "È comune negli uomini dover vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende a esercitare quando un marito, che nel caso di specie appare particolarmente amante della materia, tenta l’approccio sessuale". Secondo la Cedu, la magistrata - e di conseguenza la giustizia italiana - ha violato il "divieto di trattamenti inumani e degradanti" e non ha garantito alla donna "il diritto al rispetto della vita privata e familiare". Per i giudici europei, inoltre, "l’inchiesta contro il presunto abusatore non ha rispettato i requisiti di prontezza, accuratezza ed effettività". Insomma, è stato un procedimento troppo lento.
La Cedu condanna l'Italia per le frasi di una pm: "Normale che l'uomo superi resistenza della donna"
Cedu condanna l'Italia: una pm di Benevento definì tra le altre cose lo stupro "comune tendenza a vincere la resistenza della donna". Multa di 60mila euro.










