Pavia. Il calcio pavese sta vivendo un periodo particolarmente tormentato. Lo stop della Vogherese e della Junior Pro Mortara si unisce a tre retrocessioni dall’Eccellenza (Accademia, Casteggio e Vigevano) e all’autodeclassamento della Cavese, che ha deciso di rinunciare alla Promozione per ripartire dalla Seconda categoria. Come rialzarsi da questa deriva? Una riflessione arriva da Giovanni Palli, presidente della Provincia e grande appassionato di calcio. «Sono cresciuto a pane, pallone e salame – racconta –. Da ragazzo giocavo a calcio a tutte le ore, su campi anche improvvisati, e ho fatto tutta la trafila giovanile nel Varzi, di cui sono grande tifoso e non mi perdo una partita». Nella visione del presidente della Provincia, il calcio deve ripartire da persone appassionate, legate al territorio e pronte a impegnarsi nelle società, da intendersi come espressione di comunità: «Ci sono casi di società che non si iscrivono come Vogherese e Mortara, ma vedo anche tanti esempi virtuosi in provincia. Credo che il segreto sia quello di trovare persone che amano il luogo in cui vivono e hanno intenzione di dedicarsi con passione alla società. Faccio l’esempio del Varzi, che conosco. Quattro anni fa il calcio non c’era più, come amministrazione ci siamo rivolti ai capitani del Varzi del passato, che ora ricoprono ruoli dirigenziali, e da lì siamo ripartiti con tanti giocatori varzesi in campo, arrivando a giocare i play off di Prima categoria nella stagione da poco conclusa». «Voglio poi citare l’esempio di Castelnovetto, un piccolo centro in cui l’amministrazione è presente. Organizzano anche il terzo tempo a fine partita, in cui si mangia tutti insieme e si vive il calcio in modo sano. C’è poi il Nizza, gestito con passione da Tino Pernigotti, lo Zavattarello che ha una dirigenza locale piena di entusiasmo, e tante altre realtà che funzionano. L’Oltrepò ha fatto bene in serie D, valorizzando tanti giovani. Venendo a centri più importanti come dimensione, a Pavia vedo due società che si stanno muovendo bene. Riguardo a Voghera, so che l’amministrazione si sta interessando alla questione del calcio dopo lo stop della Vogherese, considerando che ci sono già due società in città, Fc Voghe e Atletico Voghera, condotte da persone che hanno voglia di fare, e il discorso vale anche per il Voghera Futsal di calcio a 5». Lo sguardo di Palli si orienta sul significato che riveste il calcio, e sull’importanza di investire nei vivai: «Il calcio insegna le regole, il rispetto e il gioco di squadra. L’invito alle società è quello di credere fortemente nel settore giovanile. Quando giocavo , soltanto a Voghera c’erano società come Anni Verdi, Junior Vitt, Orione e Pombio. I tempi sono cambiati, oggi non tutti i bambini scelgono il calcio, visti anche i risultati negativi della Nazionale, e magari preferiscono il tennis, spinti da un esempio come Sinner, ma l’idea di puntare sul settore giovanile va sicuramente incentivata, proprio per il valore educativo e sociale». Spostando il tema sulle prime squadre, soprattutto in relazione a categorie più alte, e quindi più onerose economicamente, si nota una carenza di imprenditori disposti a investire nel calcio. Una tendenza che riflette il panorama nazionale nel pensiero di Palli: «Se guardiamo la serie A, società come Inter e Milan, hanno proprietà straniere, e ci sono molti altri casi. È sempre più difficile trovare imprenditori e sponsor, ma resto dell’idea che una società composta da persone serie e appassionate possa attrarre imprenditori. Quello che serve è il capitale umano, che ritengo la vera forza di una società. Sul territorio, c’è l’esempio di Brega, con la Logiman, che sostiene il basket di Serie A a Broni». Sulla questione degli impianti sportivi, l’idea di fare rete tra Comuni può risultare vincente, come nel caso di Ponte Nizza: «Abbiamo partecipato ad un bando nazionale, con i Comuni di Varzi, Val di Nizza e Ponte Nizza, e siamo riusciti ad ottenere un finanziamento di 750mila euro per il campo sportivo di Ponte Nizza, che sarà completamente riqualificato. Come Provincia non possiamo convocare tavoli di confronto, ma conosco le amministrazioni locali e so che ci sono le persone giuste che hanno voglia di impegnarsi per lo sport».
La ricetta di Giovanni Palli dopo i tanti crac nel calcio in provincia: «Puntare sul capitale umano»
Il presidente della provincia: «I club hanno bisogno di persone serie»










