In Consiglio regionale continua il botta e risposta tra maggioranza e opposizione (in particolare il gruppo di FdI) sui numeri delle Case e degli Ospedali di comunità, all’indomani della chiusura dei termini per i finanziamenti previsti dal Pnrr (scaduti il 30 giugno) e alla vigilia della seduta monotematica sulla sanità del 14 luglio.
Dopo le polemiche sui numeri tra l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia e i meloniani, a gettare benzina sul fuoco sono i capigruppo di maggioranza (con un allargamento ad Avs) che ribadiscono come il potenziamento della sanità territoriale sia «una priorità». «Per questo - si legge in una nota - nel Pnrr è stata inserita la realizzazione delle Case di comunità durante il Governo Conte II. Quello stesso Pnrr sempre ostacolato da FdI, che di fatto ha detto no agli investimenti contenuti nel piano».
Per la maggioranza, i consiglieri FdI starebbero «provando a passare per coloro che difendono le Case di comunità, ma la verità è che se fosse stato per il loro partito non ci sarebbero state le Case di Comunità. Non solo, l’Italia avrebbe rinunciato agli investimenti del Pnrr».
E tornano i numeri che, come detto hanno innescato la polemica. La maggioranza ripete che «la Puglia sta realizzando 83 Case di comunità, contribuendo così al raggiungimento del target nazionale; la priorità è ora quella del personale che lavorerà in queste strutture. Una questione su cui più volte abbiamo sollecitato il Governo, dal momento che la carenza di medici è un problema che riguarda tutte le regioni italiane. Il ministro Schillaci ha presentato un decreto per la riforma dell’assistenza territoriale, ma poi lo ha ritirato con il rischio che questi contenitori restino delle scatole vuote. Servono risorse adeguate per poter assumere nuovo personale e la redazione di un piano chiaro per il reclutamento di medici, infermieri e specialisti. Siamo pronti a ogni livello a collaborare perché questo accada, ma non accettiamo lezioni da chi le case di comunità neppure le voleva» concludono.









