E' botta e risposta politico dopo la presentazione del piano di aumenti della addizionale regionale Irpef da parte del presidente pugliese Antonio Decaro, varato con l'obiettivo di chiudere il buco da 349 milioni di euro della sanità.Le critiche dell'opposizioneIn una nota, il gruppo di Fratelli d'Italia ha criticato la decisione di incrementare le tasse: “La discontinuità di fatto c'è stata: ma a danno di Antonio Decaro, ma soprattutto dei pugliesi - spiegano i consiglieri -. Sarà, infatti, Decaro il presidente che mette le mani nelle tasche dei pugliesi. Il suo predecessore Michele Emiliano, che quel deficit ha prodotto, non lo aveva fatto. Che beffa per il ‘povero’ Decaro, ma che beffa per tutti quei pugliesi che non solo lo hanno votato, ma che non sapranno mai chi sono i veri responsabili: chi ha sperperato risorse”.“Insomma, quello che è andato in onda stamattina - aggiunge il gruppo consiliare Fdi in via Gentile - è un film con un finale già scritto: saranno i pugliesi a coprire, per circa 250 milioni di euro, il buco della sanità. Se, come ha detto la colpa è delle risorse insufficienti, Decaro avrebbe dovuto accogliere immediatamente la nostra richiesta di una Commissione d'inchiesta che avrebbe dimostrato e dato ragione alla loro tesi. La verità è un'altra: qualcuno deve spiegare perché nel 2023 con assessore Rocco Palese eravamo a un deficit di 39 milioni che stava anche per essere ripianato. E poi in due anni 2024-2025 si arriva a 350 milioni?” conclude Fdi.Critiche arrivano anche da Forza Italia: “Il presidente Decaro - afferma il gruppo consiliare - ha appena annunciato che il disavanzo sanitario sarà coperto, per 241 milioni e 600 mila euro, dall'aumento delle tasse: non bastano più le nostre proteste, è necessario che siano i pugliesi a ribellarsi. Il buco nei conti da 349 milioni di euro è il frutto della gestione che Decaro ha condiviso con Emiliano: l'attuale governatore aveva consiglieri regionali e assessori a lui vicini anche nella scorsa legislatura e ben avrebbe potuto incidere sulla maggioranza, ma non l'ha fatto, Siamo senza parole nell'apprendere che Decaro aumenterà le tasse. Sono i cittadini a pagare il loro malgoverno. Una vergogna senza precedenti” aggiungono.La maggioranza sostiene il presidenteDalla maggioranza, invece, arriva il sostegno a Decaro: “Le grida d’allarme e le accuse di malgoverno lanciate dalle opposizioni di centrodestra - affermano i consilieri regionali del Partito Democratico - non sono altro che un maldestro tentativo di fuggire dalle proprie responsabilità nazionali, preferendo la demagogia elettorale alla verità dei fatti. Non scappiamo davanti alle difficoltà, ma lavoriamo per garantire il diritto alla salute di tutti i pugliesi, a partire dalle fasce più fragili. È bene chiarire un punto che le opposizioni fingono di ignorare. La Puglia non vive in una bolla isolata. La crisi del finanziamento sanitario è un’emergenza nazionale che vede i costi correre molto più velocemente del Fondo Sanitario Nazionale stanziato dal Governo. È una tempesta che sta colpendo tutte le Regioni, senza distinzione di colore politico. Ricordiamo ai colleghi di Forza Italia e Fratelli d’Italia che regioni da loro governate, come il Molise o l’Abruzzo, sono state costrette ad aumentare le tasse proprio per coprire i disavanzi sanitari. Persino realtà storicamente solide come la Lombardia o il Piemonte stanno affrontando rischi di deficit senza precedenti. La differenza è che in Puglia abbiamo scelto di agire subito per non tagliare i servizi”.Giudizi negativi da Cisl e UilI consiglieri del gruppo Per la Puglia sottolineano che "prima ancora di intervenire sulle tasse - si è scelto di chiedere sacrifici alla politica. Il taglio di 107 milioni di euro, dai costi della politica agli uffici regionali, che andranno a coprire una parte del disequilibrio sanitario del 2025, sono un segnale forte e concreto, una scelta di responsabilità nei confronti dei cittadini pugliesi ai quali viene chiesto un sacrificio importante. A questo va aggiunto un aspetto da tenere in forte considerazione: anche il governo centrale deve fare la sua parte, a cominciare dal trasferimento di tutte le risorse spettanti alla Regione Puglia secondo l’aumento dei costi del 4% certificato anche dal Ministero. Non lo dimentichi mai chi continua a fare propaganda politica su temi così delicati”concludono.Dal mondo sindacale arrivano i giudizi critici di Cisl e Uil: “Prendiamo atto delle motivazioni illustrate dal presidente Decaro - spiegano i primi -. , anche nella sua veste di commissario alla sanità pugliese, di fronte a un’esposizione debitoria di circa 350 milioni di euro e, nell’immediato, senza alternative praticabili all’incremento della tassazione regionale. Si tratta, tuttavia, di una scelta alla quale la Cisl resta fermamente contraria”.Per la Uil, invece "la decisione della Regione Puglia di aumentare le aliquote IRPEF per coprire il disavanzo della sanità regionale è una scelta che contestiamo con fermezza, sia nel metodo sia nel merito. Sul piano del metodo - dice il segretario regionale Stefano Frontini -, riteniamo inaccettabile che il confronto con le parti sociali si sia ridotto a una semplice informativa che ci ha di fatto messi davanti a una decisione già assunta, senza alcuna reale possibilità di discussione o condivisione. Un tema così delicato, che incide direttamente sulle condizioni economiche di centinaia di migliaia di cittadini pugliesi, avrebbe piuttosto richiesto un confronto preventivo serio e trasparente”.
Botta e risposta politico sull'aumento dell'Irpef regionale: duello tra maggioranza e opposizione
Fdi e Fi criticano la decisione di Decaro presa per chiudere il buco della Sanità. Sostegno, invece, da Pd e Per la Puglia. Le voci contrarie dei sindacati Cisl e Uil








