La Giunta regionale del Piemonte, guidata da Alberto Cirio, apre alla possibilità di un ritocco dell’Irpef. La conferma è arrivata ieri in Commissione Bilancio dall’assessore Andrea Tronzano: «Stiamo ancora attendendo l’esito della parifica della Corte dei Conti, prevista per il 16 luglio. Come abbiamo sempre dichiarato, non vogliamo aumentare le tasse e stiamo lavorando per evitarlo. L’intervento sull’Irpef resta solo un’ipotesi: qualsiasi valutazione potrà essere fatta solo dopo la parifica».

L’impatto economico

La situazione, però, è chiara. Entro il primo gennaio 2028 anche le addizionali regionali dovranno recepire la riforma Irpef che riduce gli scaglioni da quattro a tre, in linea con quanto deciso dal governo nazionale. Per il Piemonte ciò significherebbe una perdita stimata in circa 150 milioni di euro all’anno.

Il confronto con altre Regioni

Alcune Regioni – come Emilia-Romagna, Toscana, Lazio, Liguria e Molise – hanno già deciso di aumentare le aliquote, salvaguardando però i redditi più bassi. Anche la ragioneria regionale sta valutando un intervento simile, che porterebbe ad accorpare secondo e terzo scaglione – cioè tra i 15 e i 28 mila euro (aliquota al 2,13%) e tra i 28 e i 50 mila (2,75%) – e lasciando fuori quello più basso, fino a 15 mila euro l’anno. Il ritocco potrebbe essere definito entro fine luglio, in occasione dell’assestamento di bilancio, oppure dopo la pausa estiva, verosimilmente in autunno. La stima dell’impatto è di circa 70 euro all’anno a contribuente.