Col passare degli anni, si sa, l’udito e la vista calano.

A volte pure l’olfatto.

Attorno agli ottant’anni mio padre smise di percepire gli odori.

La cosa non lo turbò più di tanto, anzi teorizzò che fosse un notevole vantaggio perdersi i molti sgradevoli miasmi prodotti dalle macchine e dagli uomini.

Era un uomo capace di accogliere i mutamenti connessi all’età con filosofia, qualità che solo in parte ho ereditato.