Papa Leone XIV questa mattina si è recato a Lampedusa per un viaggio carico di emozioni e di significati simbolici.
Il Pontefice ha lasciato un omaggio floreale e si è fermato a pregare sulle tombe dei migranti morti in mare nel cimitero dei senza nome di Cala Pisana. Sepolture segnate da croci ricavate dal legno delle barche naufragate.
Prevost si è quindi recato alla Porta d’Europa, un monumento in ceramica e ferro che simboleggia l’ingresso dei migranti nel Vecchio Continente. Ha salutato una famiglia di immigrati e in un gesto altamente simbolico ha attraversato la porta, poggiando la mano sulla parte destra e guardando il mare dove si scorgeva una nave militare. Quindi l’ha varcata ed è sceso da solo sulla scogliera, con il vento che ha fatto volare via la papalina. Qui Leone XIV si è fermato a lungo, da solo, scrutando il mare, in quello che è stato interpretato come un invito a vedere il Mediterraneo come opportunità e non solo come tomba. Il Papa in preghiera sulle tombe dei migranti al cimitero di Lampedusa (Ansa-Fusco)
E ancora, al molo Favarolo, che da oggi si chiamerà molo Francesco, ha scoperto e benedetto la targa intitolata al suo predecessore. Quindi si è diretto verso un gruppo di 15 migranti portati dall’hotspot gestito dalla Croce Rossa e ha stretto loro la mano, uno per uno. Poi è iniziato il giro in papamobile prima della Messa.










