Tre ore di storia con il pensiero al dramma dei migranti. Diversi i momenti salienti della trasferta lampo del pontefice nell’isola simbolo dei drammi del Mediterraneo: l’omaggio ai migranti morti nel Canale di Sicilia, la preghiera al cimitero, l’omaggio alla Porta d’Europa, la messa al porto. Una visita che ha un profondo significato simbolico. L’analisi di Gianfranco D’Anna
Mentre Trump esalta sé stesso anteponendosi allo storico e attualissimo valore democratico della Costituzione americana, mentre la Russia ansima in attesa dell’epilogo di Putin, e l’Iran celebra il proprio funerale, papa Leone XIV benedice il mondo degli ultimi da Lampedusa, epicentro di un Mediterraneo crogiuolo della civiltà umana. Un umile gesto simbolico che sovrasta i deliri d’onnipotenza e il flagello fondamentalista.
Semplici parole di fede e di pace per arginare il volto tragico delle guerre e la disperazione dei migranti. Una simbologia che racchiude contenuti che trascendono le parole e si rivolgono direttamente all’inconscio collettivo.
Dalle divisioni del papa evocate da Stalin alla violenza verbale del turpiloquio di Trump, l’impatto del Vaticano sull’opinione pubblica mondiale si misura ora con la potenza simbolica dei gesti e del linguaggio di un pontefice che parla all’umanità.










