Il primo atto della visita del Pontefice al cimitero. La denuncia: "Morti in mare vittime di decisioni prese e mancate"

Papa Leone, in visita pastorale a Lampedusa, varca la Porta d’Europa e -con un fuoriprogramma- si incammina da solo sugli scogli salendo su quello più alto e guarda l’orizzonte mentre lo zucchetto viene portato via dal vento. E’ la potentissima immagine che più di ogni altra sintetizza la visita nella patria dell’accoglienza. “Più delle parole contano i gesti, il mondo sia più umano”, aveva detto poco prima Leone salutando i lampedusani al campo sportivo dove ha celebrato messa.

Il primo atto della visita, nel solco dei migranti e dopo quella compiuta da papa Francesco a inizio pontificato, è iniziato al cimitero di Lampedusa: qui, tra croci anonime, sono sepolti anche migranti, ci sono anche bambini, morti nei viaggi della speranza. E’ stata la prima volta di un Pontefice. Una visita privata durante la quale il Papa si è inginocchiato, si è raccolto in preghiera, lasciando una corona di fiori. Quindi Leone e’ arrivato alla Porta d’Europa dove ha incontrato due famiglie di migranti. Tra loro, il piccolo Leo, arrivato a Lampedusa da solo dieci anni fa. Qui il fuoriprogramma di grande impatto, fortemente simbolico.