Più delle parole, Papa Leone XIV nella sua prima visita a Lampedusa lascia che siano i gesti a parlare. L'immagine del pontefice raccolto in preghiera davanti al mare, dopo aver attraversato da solo la porta d'Europa, segna una giornata dedicata agli ultimi degli ultimi. Quegli immigrati che lasciano la terra d'origine per affrontare l'ignoto, spesso a scapito della propria sicurezza o della vita.
È a loro che si è rivolto il pensiero del Papa - non a caso - nel giorno che celebra l'indipendenza degli Usa. "Una naziona costruita da migranti e dai loro figli", ha sottolineato Robert Prevost, primo Papa americano, alla vigilia del suo viaggio apostolico sull'isola.
Papa Prevost a Lampedusa: "Qui per un gesto umano"
"Non sono venuto a fare discorsi, ma a celebrare l'eucaristia, segno supremo della presenza di Cristo in mezzo a noi. Il gesto di Gesù che spezza il pane per donare sé stesso dà senso e forza ai nostri gesti quotidiani di assistenza e di condivisione. Sì, questo è un luogo in cui, più che le parole, parlano i gesti. Ma i gesti, per essere umani, hanno bisogno di un cuore. Per questo ci siamo radunati qui: per attingere da Cristo l'amore che solo Lui può darci, perché il mondo di oggi e di domani sia più umano, per tutti". Così il Papa ha salutato il sindaco e la popolazione di Lampedusa.










