Papa Leone XIV è arrivato questa mattina a Lampedusa per una visita di poche ore ma dal fortissimo valore simbolico, interamente dedicata ai migranti e alle vittime del Mediterraneo. Ad accoglierlo all'aeroporto, oltre all'arcivescovo di Agrigento Alessandro Damiano, al presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, al prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, al sindaco Filippo Mannino c'era anche il sottosegretario Alfredo Mantovano, che ha portato al Pontefice il saluto del governo italiano.

Il viaggio sull'isola simbolo delle migrazioni Il viaggio, il primo di Leone XIV sull'isola simbolo delle migrazioni, riprende idealmente quello compiuto dodici anni fa da Papa Francesco, trasformando ancora una volta Lampedusa nel luogo da cui la Chiesa richiama l'Europa alle proprie responsabilità davanti alla tragedia delle migrazioni.Il Papa ha lasciato il Vaticano all'alba, decollando dall'aeroporto di Ciampino alle 7.49 e atterrando sull'isola alle 9. Da qui ha preso avvio un itinerario essenziale ma ricco di significato. La prima tappa è stata il cimitero di Lampedusa, dove ha deposto un omaggio floreale sulle tombe di alcuni migranti senza nome. Successivamente si è recato alla Porta d'Europa, il monumento realizzato da Mimmo Paladino divenuto negli anni il simbolo delle speranze e delle tragedie del Mediterraneo, dove ha incontrato una famiglia di migranti. Il Pontefice ha poi raggiunto il Molo Favaloro, approdo degli sbarchi e dei soccorsi, per benedire la targa che intitola il molo a Papa Francesco e salutare un gruppo di migranti accompagnati dalla Croce Rossa Italiana. L'hotspot di contrada Imbriacola Sono proprio loro il volto concreto dell'emergenza che Leone XIV ha voluto incontrare. Nell'hotspot di contrada Imbriacola sono attualmente ospitati 136 migranti, tra cui 51 minori non accompagnati. Nelle ore precedenti la visita, la Croce Rossa ha preparato il piccolo gruppo di uomini, donne e bambini che ha salutato il Pontefice al molo. L'ultimo sbarco risale a ieri sera, quando una motovedetta della Guardia Costiera ha soccorso un barchino con 17 persone, tra cui cinque donne e tre minori, partiti da Tripoli. Sono eritrei, somali e sudanesi, l'ennesimo frammento di una crisi che continua a consumarsi quasi nel silenzio.I numeri confermano infatti che, nonostante il forte calo degli arrivi, il Mediterraneo centrale continua a essere una delle rotte migratorie più mortali al mondo. Dall'inizio dell'anno hanno perso la vita o risultano dispersi 1.397 migranti. Gli sbarchi in Italia sono diminuiti del 48 per cento rispetto allo stesso periodo del 2025: 2.758 personesono approdate nel solo mese di giugno e 14.388 dall'inizio dell'anno. Meno partenze, dunque, ma non meno morti.L'udienza Dal Molo Favaloro il Pontefice si è quindi trasferito al campo sportivo "Arena", in località Salina, dove, dopo il saluto del sindaco, presiede la Messa celebrata davanti all'immagine della Madonna di Portosalvo, particolarmente cara ai pescatori dell'isola. Al termine dell'Eucaristia sono previsti gli incontri con le autorità civili e militari, i volontari impegnati nell'accoglienza, i sacerdoti e alcuni ammalati, prima della ripartenza fissata per le 12.30.Una visita lampo, dunque, ma destinata ad avere un forte impatto simbolico. Ancora una volta Lampedusa diventa la frontiera da cui il Papa richiama l'Europa a non smarrire il principio che attraversa tutto il suo pontificato: la difesa della dignità umana viene prima di qualsiasi politica di controllo delle frontiere e nessuna strategia sull'immigrazione può prescindere dal dovere di salvare chi rischia di morire in mare.