Tredici anni dopo Francesco, papa Leone XIV torna a Lampedusa per rilanciare il suo messaggio a sostegno dell’accoglienza e della dignità umana, lo stesso che aveva pronunciato meno di un mese fa nel porto di Arguineguín, a Gran Canaria. L’iniziativa dimostra la continuità sul tema dell’immigrazione con il pontificato di Bergoglio, che proprio dall’isola siciliana, nel 2013, aveva denunciato la «globalizzazione dell’indifferenza» gettando una corona di fiori in mare per rendere omaggio a chi ha perso la vita attraversando il Mediterraneo.

Il programma

Leone è arrivato sull’isola intorno alle 9 e verrà accolto in aeroporto dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano. La giornata comincerà al cimitero, dove il papa ha deposto un omaggio floreale su alcune tombe.

Prevost si è recato anche alla Porta d’Europa, la scultura dedicata alla memoria dei migranti deceduti e dispersi in mare, per poi fare tappa al molo Favarolo. Qui il pontefice ha benedetto una targa che intitolerà lo stesso molo - approdo per i migranti che da qui vengono trasferiti nell’hotspot situato al centro dell’isola - a papa Francesco.

Sempre al molo ha incontrato alcune migranti per poi recarsi allo stadio per la messa, che radunerà circa 10.000 persone. Alle 12:30 Leone farà ritorno in Vaticano.