Lampedusa, 4 lug. (askanews) – Il Papa che depone una corona di fiori sulla tomba dei migranti morti in mare e attraversa la Porta d’Europa, luogo simbolico e punto più a sud dell’Isola e del Vecchio Continente. Sono i due scatti-simbolo della visita pastorale di Leone a Lampedusa. Il primo Pontefice a visitare il cimitero – omaggio silenzioso ai migranti – e il primo Papa a varcare la soglia della Porta che affaccia sul Mar Mediterraneo. Un mare che Prevost osserva, lo sguardo verso l’orizzonte, e anzi si ‘avventura’ incamminandosi sugli scogli, incurante del forte vento che gli fa volare anche la papalina. Si sofferma sulla soglia, Papa Leone, in silenzio e da solo. Poco prima aveva salutato due famiglie di migranti, che lo accompagnano fino alla cornice. Sono i gesti che scandiscono la visita di poco più di tre ore e mezza sull’Isola delle pelagie.
Il Papa arriva intorno alle 9.00, accolto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. Prima tappa: la preghiera sulla tomba dei migranti morti in un viaggio che doveva salvarli da guerra e violenze e dove invece hanno trovato la morte. Qui, nel cimitero a Cala Pisana affollato dalle croci realizzate dall’artigiano lampedusano Francesco Tuccio che usa il legno delle barche utilizzate dai migranti per le traversate, Prevost è il primo leader mondiale a rendere omaggio a chi spesso viene dimenticato. A chi non ha un nome, a chi non ha degna sepoltura.











