Roma, 4 lug. (askanews) – Il Giappone prova a salvare la continuità della monarchia ereditaria più antica del mondo, ma senza toccare il nodo che divide politica e società: la possibilità che una donna, o un discendente per linea femminile, salga sul Trono del crisantemo. Il governo della premier Sanae Takaichi ha approvato un disegno di legge di modifica della Legge sulla Casa imperiale che punta ad arrestare il restringimento della famiglia imperiale: le principesse potranno conservare lo status anche dopo il matrimonio con un cittadino comune e potranno essere adottati nella Casa imperiale maschi discendenti per linea paterna dagli ex rami collaterali privati del rango dopo la seconda guerra mondiale.

La riforma, però, non cambia la regola fondamentale: la successione resta riservata ai soli maschi della linea maschile. In altre parole, la figlia dell’imperatore Naruhito, la principessa Aiko, 24 anni, continuerà a non poter succedere al padre. E il Giappone, pur avendo avuto nella sua storia otto imperatrici regnanti per dieci periodi di regno complessivi, continua a escludere sia un’imperatrice donna in base alla legislazione attuale, sia soprattutto un futuro imperatore nato da una linea materna.