Tokyo ultimo nei rank di genere Il Giappone resta ultimo tra i Paesi del G7 nel Global Gender Gap Report del World Economic Forum, con una posizione particolarmente debole nella rappresentanza politica e nell'empowerment economico. Basti osservare la composizione della Camera bassa, dove le donne sono 68 su 465 deputati, il 14,6%. Il divario è più profondo nei settori della rappresentanza politica e dell'accesso ai ruoli di potere e dirigenziali: le donne rappresentano appena il 4,3% dei governatori prefetturali e il 3,7% dei sindaci. Nel mercato del lavoro le cose non vanno certamente meglio, dove le donne continuano a essere penalizzate da contratti precari e stipendi più bassi. Il divario salariale di genere resta tra i più ampi dell'area Ocse e molte donne continuano a concentrarsi in lavori part-time o non regolari, spesso dopo la maternità. Per come sono configurati oggi i rapporti tra i generi, la cultura del lavoro giapponese rende quasi impossibile per le donne conciliare carriera e vita familiare. Il Libro bianco del governo segnala inoltre che nelle famiglie con figli piccoli le mogli dedicano oltre 210 minuti in più dei mariti alle attività domestiche e di cura, mentre gli uomini restano molto più assorbiti dal lavoro retribuito. L'arrivo di Takaichi alla guida del governo non ha necessariamente cambiato una società profondamente patriarcale.
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