LAMPEDUSA. Il Papa è arrivato al cimitero di Lampedusa per un omaggio floreale di fiori bianchi e gialli alle tombe dei migranti, soprattutto di bambini morti nei viaggi della speranza. Si è inginocchiato e ha sostato in preghiera. Con il Pontefice, anche il vicario di Roma, cardinale Baldo Reina di origini agrigentine. A segnare le sepolture, nel «camposanto dei senza nome» di Cala Pisana, ci sono le croci ricavate dal legno delle barche naufragate. A commentare la visita densa di significato del santo padre è stato il presidente della Regione, Renato Schifani.«Ho appena avuto l'onore e la grande emozione di accogliere in Sicilia Sua Santità – ha scritto -. La sua presenza a Lampedusa è un momento storico che riempie di orgoglio questa straordinaria comunità e tutta la nostra Isola. È un gesto di attenzione e di vicinanza che parla al cuore dei siciliani e che rende omaggio a una terra che, con generosità e senso di umanità, è stata negli anni approdo di speranza per migliaia di persone. Lampedusa è molto più di un confine: è un simbolo di accoglienza, solidarietà e dignità umana». L’appello dell’arcivescovo di Agrigento La visita del Papa è stata anche l’occasione, per la Chiesa di Lampedusa, di lanciare un appello: «Qui si misura il grado di civiltà dell’Ue - avverte l’arcivescovo di Agrigento -. La vita in mare va sempre salvata, la dignità umana non può annegare nel Mediterraneo». Durante la visita del Papa al cimitero dell’isola (primo capo di Stato a visitare il camposanto dalle lapidi senza nome) il parroco di Lampedusa don Carmelo Rizzo richiama l’attenzione sulle criticità delle nuove regole europee che «disumanizzano il fenomeno migratorio al punto che ai paesi non disponibili alla ricollocazione delle persone salvate negli sbarchi basta pagare una multa per essere a posto con la normativa Ue». E aggiunge: «Stride vedere qui la bandiera blu europea con le stelle che simboleggiano le radici cristiane e mariane del continente e per toccare con mano l’atroce contraddizione tra teoria e pratica». Molo intitolato a Francesco Prosegue il parroco: «La gente di Lampedusa sa che chi ha bisogna va aiutato e si prodiga per impedire disastri della mancata accoglienza come quando nel settembre 2023 in una settimana sbarcarono 12 mila persone in una settimana e il centro andò in tilt». Inoltre «rispetto alla visita di Francesco nel 2013 l’area di contatto tra la popolazione e i migranti è circoscritta al molo Favaloro che oggi verrà intitolato proprio a papa Bergoglio. Nonostante il distacco fisico la solidarietà degli abituanti di Lampedusa non li ha mai abbandonati a differenza delle istituzioni europee». La visita di Papa Leone, evidenzia l’arcivescovo Damiano, è "un messaggio chiaro, una carezza a quegli uomini e a quelle donne che a Lampedusa hanno trovato la fine del loro viaggio", un monito anche contro la "remigrazione", in un "percorso" che "il Pontefice sta facendo e che ha portato avanti soprattutto in queste ultime tappe, le Canarie e la visita alla memoria di madre Cabrini patrona dei migranti nella diocesi di Lodi". Sepoltura misericordiosa La visita di Leone, osserva l’arcivescovo, cade in un momento particolare: «mentre avanzano proposte di legge contrarie all’accoglienza». Ma «la vita in mare va sempre salvata». La visita di Leone segue «la scia della scelta fatta da papa Francesco di venire a Lampedusa" nel 2013 "per dire che la dignità umana non può annegare nel Mediterraneo». Tra le vittime recenti degli sbarchi alle quali Leone rende oggi omaggio al cimitero «ci sono sette donne morte di cui alcune erano incinte». Commenta monsignor Damiano: «Si tratta di momenti davvero intensi, si cerca di fare un'accoglienza spirituale e spesso poi anche grazie ai sindaci si riesce a provvedere alla sepoltura o alle altre procedure che riguardano l'accoglimento della salma».