Omaggio floreale sulle salme di alcuni migranti. Recita così il programma della visita di sabato di Papa Leone XIV a Lampedusa. La prima tappa sarà al cimitero di Cala Pisana dove c'è un’area dedicata ai migranti morti durante le traversate. Tante le croci senza nomi, ma con un numero. Un numero che corrisponde a uomini, donne e bambini di cui si sconosce l’identità e la storia. Papa Leone, dopo l’atterraggio all’aeroporto di Lampedusa previsto per le ore 9, verrà accolto dall’arcivescovo di Agrigento, Alessandro Damiano, che sta raggiungendo in queste ore l’isola. Ma anche dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, che è il principale punto di riferimento dell’Esecutivo nei rapporti con la Santa Sede.Presenti allo scalo aeroportuale anche il presidente della Regione Renato Schifani, il prefetto di Agrigento Salvatore Caccamo, il sindaco delle Pelagie Filippo Mannino e il presidente del Libero consorzio Giuseppe Pendolino. Il pontefice, con un’auto chiusa, raggiungerà il camposanto dove sosterà per un omaggio floreale. Fra le sepolture lampedusane dei migranti che hanno perso la vita, anche quella del piccolo Yousuf, come lo chiamano gli isolani. Youssef Ali Kanneh era un neonato guineano, di 6 mesi, morto nel novembre del 2020 a causa di un naufragio (6 furono le vittime) verificatosi in acque libiche e «raccolto» dalla nave ong Open Arms.Sulla sua sepoltura c'è una scritta in inglese: «Perché così presto, figlio mio? Mamma e papà ti ameranno per sempre». Nell’area del cimitero di Cala Pisana, affollata dalle croci realizzate dall’artigiano lampedusano Francesco Tuccio che usa il legno delle barche utilizzate dai migranti per le traversate, tornano ogni anno - in occasione dell’anniversario del 3 ottobre (era il 2013 quando si verificò il drammatico e famoso naufragio con 368 vittime) - anche alcuni dei superstiti di quella tragedia. Ad accompagnarli è sempre il presidente del comitato 3 ottobre, Tareke Brhane. I trentenni eritrei, salvati da Vito Fiorino con la sua imbarcazione «Gamar», abitano tutti in Svezia, ma tornano. Fra loro anche Fanus che aveva 16 anni il 3 ottobre del 2013 ed è stata l’unica a riconoscere lo scafista e a denunciare. Ma anche Adal che ha perso suo fratello nella tragedia e Abel che è rimasto orfano di padre.
Lampedusa aspetta Papa Leone, prima tappa il cimitero e la croce del piccolo Yousuf
Omaggio floreale sulle salme di alcuni migranti. Recita così il programma della visita di sabato di Papa Leone XIV a Lampedusa. La prima tappa sarà al cimitero...














