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Sara D'Ascenzo e Tinto Brass
Nel giorno in cui il Corriere pubblicava la lettera del Maestro e regista, il sindaco di Roma firmava un'ordinanza che modifica i criteri di accesso al borgo in caso di maltempo, evitando di bloccarne gli abitanti
Chi gli sta accanto da anni, chi lo sente con affettuosa regolarità, chi lo ha in cura. Tutti hanno potuto constatare che la notizia che la Mostra del Cinema di Venezia gli dedicherà la preapertura dell’1 settembre con la proiezione restaurata al Lido della copia restaurata del suo film Col cuore in gola (1966) ha fatto molto più di tante cure e terapie. Il veneziano Tinto Brass negli ultimi giorni ha di nuovo i guizzi che gli si conoscono. E anche la notizia che il suo appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, lanciato sul sito del Corriere del Veneto il 30 giugno, abbia finalmente sortito un effetto per il suo amato borgo di Isola Farnese, bloccato nella sua quotidianità e operatività da una frana e da cautele forse eccessive, ha contribuito nelle ultime ore ad alleviare la sua grave situazione di salute. Così l’amatissimo regista di tanti film erotici degli anni ’80 e ’90 - da “La Chiave, che contribuì a rilanciare la carriera di Stefania Sandrelli a Paprika che lanciò quella di Claudia Koll a Miranda che fece di Serena Grandi la personificazione del desiderio dei camionisti - ammirato trasversalmente da spettatori di ogni età, ha di nuovo preso carta e penna e dettato alla moglie Caterina Varzi le righe che seguono, in cui non rinuncia a una punta di polemica col sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la cui amministrazione è stata nei mesi scorsi accusata da Brass e dalla moglie Caterina di aver nei fatti sequestrato il borgo e i suoi abitanti, ostaggio della chiusura della strada ogni qual volta veniva diramato un bollettino di allerta meteo. Ora Gualtieri ha provveduto a correggere questo aspetto e forse il borgo potrà riprendere la sua vita, che Brass ha dimostrato di amare come e forse più della sua Venezia.










