Tinto Brass si rivolge direttamente al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per chiedere un intervento urgente sulla situazione di Isola Farnese, il borgo alle porte di Roma dove vive da oltre cinquant’anni. Una frana avvenuta nei mesi scorsi ha compromesso la viabilità della zona, lasciando gli abitanti in condizioni di forte disagio e costringendoli, in più occasioni, a restare isolati.
Nella lettera, affidata alla moglie Caterina a causa delle sue condizioni di salute, il regista racconta il peso umano e quotidiano di una vicenda che coinvolge un’intera comunità. “Signor Presidente, sono Tinto Brass”, esordisce il cineasta, spiegando di voler portare all’attenzione del Capo dello Stato una situazione che definisce ormai insostenibile.
Brass ricorda il legame profondo con Isola Farnese, luogo in cui ha vissuto gran parte della sua vita privata e professionale, scrivendo e montando i suoi film. Ma oggi quel borgo, colpito da due smottamenti avvenuti a gennaio nei pressi del Castello Farnese, vive una condizione di precarietà continua. Per mesi gli abitanti sono rimasti praticamente tagliati fuori, senza accessi regolari al paese.
Il regista descrive le conseguenze dell’emergenza: difficoltà negli spostamenti, problemi sanitari, isolamento sociale ed economico. Persino i bambini, sottolinea, hanno avuto ostacoli nel raggiungere la scuola. Durante il periodo più critico l’unico passaggio disponibile era una scalinata di 141 gradini attraverso una proprietà privata, un percorso proibitivo per anziani, persone fragili e disabili.











