L’America festeggia i suoi 250 anni e fa di tutto per stropicciare il fascino che esercita sull’Europa. Ma questa ostilità non è un alibi. Il nuovo numero del Foglio Europeo, il nostro inserto (in edicola ogni primo venerdì del mese) creato per raccontare l'Europa com'è e l'Europa come la vorremmo, dedica tanti alcuni articoli al compleanno degli Stati Uniti. Donald Trump non guida il paese, ma impone i suoi diktat, non dialoga con le altre istituzioni ma le svuota dei loro poteri, non collabora con gli alleati ma li svilisce. Il presente è sorprendente e mesto, noi europei lo sappiamo bene. E anche se festeggiamo il compleanno dell’indipendenza americana un po’ abbacchiati, l’ostilità trumpiana non deve essere un alibi per non affrontare le sfide che abbiamo davanti. Di questo, e di tante altre cose, la vicedirettrice del Foglio Paola Peduzzi ha discusso con Nick Clegg, ex vicepremier britannico ed ex dirigente di Meta.In una conversazione con Armando Iannucci, autore di film e serie tv che hanno messo a nudo il potere democratico e quello autoritario, Ani Chkhikvadze si chiede quanto sarebbe bello sapere che cosa dicono gli europei quando Trump esce dalla stanza. Mentre l'intellettuale americano Leon Wieseltier ci fa leggere il saggio che sarà pubblicato sul prossimo numero di Liberties, la rivista che ha fondato nel 2020 dopo esser stato all’Atlantic e a New Republic. Qui Wieseltier, in occasione del 250esimo anniversario della Dichiarazione d’Indipendenza, elenca e spiega i diversi tipi di patriottismo statunitense, che dovrebbero aiutare noi europei a capire la nascita di una nazione “da zero” e quell’esperimento di libertà repubblicana dei Padri fondatori di due secoli e mezzo fa.
250 anni di Stati Uniti, visti dal Foglio Europeo
Festeggiamo il compleanno dell’indipendenza americana un po’ abbacchiati, l’ostilità trumpiana non deve essere un alibi per non affrontare le sfide che abbiamo davanti. Tre articoli dal nostro mensile












