Stati Uniti contro Italia. Trump contro Meloni. È proprio nel momento in cui i rapporti diplomatici tra i due Paesi hanno toccato il loro punto più basso che l’America si prepara a celebrare i 250 anni dalla Dichiarazione di indipendenza. Ma che 4 luglio sarà quello che viene festeggiato ora con la popolarità del presidente ai minimi storici?

Per rispondere a questa domanda per la storia di copertina del Venerdì in edicola il 26 giugno abbiamo inviato il nostro Riccardo Staglianò a Jackson Hole, Wyoming, la città con il più alto indice di disuguaglianza tra ricchi e poveri. Più di Manhattan, più di Los Angeles. A Jackson l’1 per cento della popolazione ha un reddito 221 volte superiore al restante 99 per cento. Il che significa che i prezzi delle case sono proibitivi e insegnanti, medici, infermieri sono esclusi dalla città e vivono in sobborghi satelliti distanti qualche ora di tragitto. Certo, poi i super ricchi finanziano opere filantropiche, soprattutto nel campo dell’arte e dell’ambiente (tanto per lavarsi un po’ la coscienza), che però non incidono sulla vita delle persone.

A completare la storia di copertina un articolo di Gabriele Romagnoli sullo stato di salute dell’amore per la bandiera. Un manifesto esposto al Brooklyn Museum di New York ne è la sintesi perfetta: Dice. “La più alta forma di patriottismo è l’onore del dissenso”.