<p>Sebbene a fare notizia alle aste siano spesso i risultati eccezionali dei <strong>formati speciali</strong> e delle <strong>annate più rare</strong>, la grandissima parte degli scambi riguarda i <strong>millesimi più recenti</strong>, che costituiscono una soglia di accesso più bassa per i <strong>collezionisti esordienti</strong> e offrono una prospettiva di rivalutazione più interessante agli investitori.

Le bottiglie di <strong>Château Lafite</strong> in questo senso non fanno eccezione: per le sue <strong>annate degli anni Duemila</strong> il confronto si può estendere, considerata l’abbondanza di lotti battuti, a tutte le annate del nuovo secolo (in tabella, per motivi di spazio, sono dettagliati i risultati di 16 vendemmie).

Il bilancio che emerge dal paragone tra le <strong>quotazioni ottenute nel 2026</strong> e quelle dei 12 mesi precedenti, è negativo.

Se l’anno scorso, infatti, le 22 bottiglie 2000-2021 valevano 14.150 euro, oggi le stesse hanno ottenuto quotazioni per 12.560 euro, ovvero l’11% in meno. </p> <p> </p> <p>Un <strong>calo non drammatico</strong>, ma che assume dimensioni davvero significative se confrontato con quanto riportava questa stessa rubrica nel 2022, quando per 18 annate (2000-2017) il prezzo complessivo indicato era di 16.706.