Se le annate storiche del vino più pregiato di Chateaux Petrus hanno perso il 2,8% nell’ultimo anno, come documentato nella scorsa rubrica, come è andata alle bottiglie più recenti?

Un po’ peggio, è bene dirlo subito.

Le 22 annate, ovvero dalla vendemmia 2000 alla 2021, nelle aste del 2025 avevano raggiunto una quotazione complessiva di 62 mila euro con i loro lotti migliori, mentre in questo primo quadrimestre dell’anno si sono fermate a 56.449 euro, segnando un calo complessivo del 5,5%.

Il prezzo medio delle bottiglie di Petrus degli anni Duemila si è così allineato a quello delle vendemmie storiche, pari a circa 2.700 euro. È un dato parziale e che potrebbe essere migliorato (ma anche peggiorato naturalmente) dai risultati delle aste dei prossimi sei mesi; il segnale che sembra di cogliere però è quello di una certa prudenza sulla risalita a breve termine del mercato da parte del pubblico degli investitori, ovvero quello più interessato alle annate recenti dei fine wines.

Un atteggiamento che non sembra coinvolgere le magnum né i formati speciali, spesso preferiti dagli appassionati perché favoriscono la longevità del vino in virtù di un rapporto più favorevole tra l’aria presente nella bottiglia e la quantità di liquido.