Lo Champagne non vive il suo momento più semplice. Dopo il rimbalzo post-pandemia, il mercato mondiale sta attraversando una fase di rallentamento che coinvolge anche l’Italia. Secondo i dati del Comité Champagne, nel 2025 le spedizioni globali si sono fermate a 266 milioni di bottiglie, in calo rispetto ai 271 milioni del 2024 e ai 326 milioni raggiunti nel 2022. È il terzo anno consecutivo di contrazione dei volumi. Anche il mercato italiano ha registrato una flessione: le importazioni sono passate da 8,37 a 7,78 milioni di bottiglie, con un calo del 7%, uno dei peggiori risultati tra i principali mercati mondiali.

l’Italia si colloca stabilmente tra il quarto e il quinto mercato mondiale per le esportazioni di Champagne, a seconda che si considerino il valore o il volume.

Nel 2022, anno record per l’Italia, le spedizioni hanno raggiunto 10,6 milioni di bottiglie e quasi 248 milioni di euro, facendo dell’Italia il quarto mercato mondiale a valore e il quinto a volume. Per il 2025, nonostante il rallentamento delle importazioni, la posizione italiana rimane sostanzialmente invariata: quarto mercato a valore e quinto a volume.

A prima vista potrebbe sembrare una semplice conseguenza dell’incertezza economica, della minore disponibilità di spesa e della crescente attenzione verso il consumo moderato di alcol. In parte è così. Ma dentro questi numeri si legge anche un’altra storia: quella di un consumatore sempre meno interessato alle etichette iconiche in quanto tali e sempre più attratto da autenticità, provenienza e identità.