A quattro mesi dall'uccisione dell'ayatollah, una settimana di cerimonie fino a Mashad con delegazioni da cento Paesi

Un lungo addio di una settimana, a Teheran e nell'universo sciita, con una processione a cui parteciperanno venti milioni di persone, destinata a concludersi nella città santa di Mashad, la città natale, dove l'ayatollah Khamenei verrà tumulato nel mausoleo dell'Imam Reza, il luogo di pellegrinaggio più venerato dell'Iran.

A quattro mesi dalla sua uccisione, in un attacco israelo-statunitense, e dopo molteplici rinvii dovuti alla guerra, gli imponenti funerali dell'ayatollah Ali Khamenei hanno un fine preciso: dimostrare al mondo la forza di un regime tutt'altro che sconfitto. E non a caso la cerimonia coincide domani con le celebrazioni negli Stati Uniti per i 250 anni dell'Indipendenza.

Oggi le veglie funebri, poi la processione

Veglie funebri di massa iniziate oggi nella Grande Moschea di Teheran, dove il feretro di Khamenei è stato esposto con quelli dei quattro familiari uccisi nello stesso raid. Cinque bare ricoperte dalla bandiera iraniana, accanto a grandi ritratti, bandiere nere in segno di lutto e bandiere rosse, simbolo di martirio e vendetta. Appoggiato sul feretro di Khamenei, a personificarlo, il suo turbante.