Sono passati quattro mesi dal 28 febbraio, il giorno in cui un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele uccise a Teheran la Guida suprema Ali Khamenei, insieme a un genero, la figlia maggiore, una nipote di 14 mesi e la moglie del figlio Mojtaba, oggi nuovo leader supremo e da allora scomparso dalla scena pubblica, dato ferito in quello stesso raid. Da sabato l'Iran ha aperto sei giorni di funerali di Stato — tra Teheran, Qom, Mashhad e le città sciite irachene di Najaf e Karbala — che le autorità sperano possano portare in strada fra 15 e 20 milioni di persone: il più grande funerale nella storia della Repubblica islamica, paragonato a quello di Khomeini nel 1989.Sul feretro, avvolto nella bandiera nazionale, è stato steso anche un drappo rosso con la scritta "Ya Hussein", simbolo sciita che unisce il lutto alla chiamata alla vendetta. Sulla piazza Enghelab campeggia un pugno gigante circondato da missili, mentre gli striscioni — scritti in arabo, inglese e farsi — ripetono un solo imperativo: "Dobbiamo risorgere".Il tono più esplicitamente minaccioso arriva dai vertici militari. Il generale Ahmad Vahidi, tornato in pubblico per la prima volta da mesi, ha avvertito che "il sangue puro del nostro imam martire segnerà un'altra svolta nelle vittorie dell'Islam sulla scena globale", aggiungendo che i nemici "si porteranno nella tomba il desiderio di vedere questa nazione arrendersi". Il comando militare congiunto ha intanto avvertito Stati Uniti e Israele a "evitare qualsiasi errore di calcolo" nei prossimi giorni, mentre il negoziatore capo iraniano ha avvisato che, se Washington e Israele non rispetteranno gli impegni presi per chiudere la guerra, Teheran è pronta a rispondere.Dietro la scenografia del lutto, la fragilità del momento: i negoziati indiretti tra Washington e Teheran, avviati dopo la tregua di giugno, restano bloccati sui nodi più delicati — l'arricchimento nucleare e il controllo dello Stretto di Hormuz — e si sono fermati proprio per lasciare spazio a questi giorni di lutto. Resta un'incognita anche la sorte del nuovo leader Mojtaba Khamenei, che Israele ha già minacciato di uccidere, e che a questo funerale potrebbe — o forse no — mostrarsi per la prima volta in pubblico.
Milioni di persone a Teheran per l'inizio dei funerali di Khamenei. Le minacce a Usa e Israele: "I nemici si porteranno nella tomba il desiderio di vedere questa nazione arrendersi"
Si tratta del più grande funerale nella storia della Repubblica islamica, paragonato a quello di Khomeini nel 1989











