Venerdì 03 Luglio 2026 | 15:13
Reporter:
Lino Patruno
Venerdì 03 Luglio 2026, 14:20
Beh, andiamo a prenderci questo caffè a Napoli? Non tanto perché il caffè solo a Napoli o’ sanno fa’. Ma anche perché, come si dice dalle nostre parti, «ci è rimasto in gola». Erano 165 anni che stavamo aspettando, quelli passati dall’Unità d’Italia. Durante i quali anche il treno fra le due principali città meridionali (isole escluse) era uno fra i tanti tram «chiamati desiderio» del Sud. Non diretto ma da cambiare a Caserta. E con cinque e più ore complessive di andata più quelle del ritorno con le quali quel caffè più che un piacere era un veleno. Ma come, in 165 anni non si è avuto il tempo di farlo, quel treno per il caffè? Forse era più complicato che zittire Trump per un giorno? Forse ci voleva una cremagliera per montagne da scalare manco fossimo in Perù? Ma no: semplicemente quel treno diretto non «s’aveva da fare» come il matrimonio fra Renzo e Lucia.















