La ricerca 2025-2026 «Digital for Kids & Teens» del Osservatorio del Politecnico di Milano, che fotografa l’uso precoce di social e AI tra bambini e adolescenti. «Quello che serve è un "design anticipatorio", intercettare le minacce e trasformarle in opportunità fin dalla progettazione delle novità»

Giorni di intensi dibattiti animano il confronto internazionale sulla tutela dei minori online. Nelle ultime settimane si è discusso a lungo sull’efficacia della legge che vieta l’apertura di account social ai minori di 16 anni in Australia, mentre segnali di chiusura continuano ad arrivare da diversi Paesi del mondo, che si stanno attivando per cercare di arginare gli effetti negativi dell’uso delle tecnologie sui giovani.Nel frattempo però, proprio le tecnologie che si vorrebbero limitare di più continuano la loro corsa. Oggi circa un preadolescente su due - si intende con questo termine generalmente chi ha meno di 13 anni - utilizza almeno un social: un dato eclatante perché, è bene ricordarlo, in Italia l'utilizzo autonomo dei social network è attualmente consentito solo a partire dai 14 anni. Inoltre, l’89% dei bambini e degli adolescenti fa ricorso all’intelligenza artificiale generativa. È in questo contesto che si inserisce la Ricerca 2025-2026 dell’Osservatorio «Digital for Kids & Teens» del Politecnico di Milano, presentata oggi, 3 luglio, a Milano. Lo studio analizza le principali dinamiche di utilizzo del digitale in età evolutiva, i rischi e le opportunità legati alle nuove tecnologie e le azioni concrete che aziende e istituzioni possono mettere in pratica per sviluppare prodotti e servizi sicuri.