Parigi/Ginevra. Dai social media e dai giochi online fino ai sistemi di intelligenza artificiale generativa, gli ambienti digitali sono potenti determinanti della salute delle persone. Questo vale soprattutto per i bambini e i giovani. In tutto il mondo, l’infanzia viene ridefinita dalle tecnologie digitali, che influenzano il modo in cui i giovani imparano, giocano e si relazionano con gli altri. Il nostro compito non è celebrare né condannare la tecnologia. Riguarda piuttosto affrontare una semplice verità: il nostro ambiente digitale non solo promette benefici di vasta portata, ma comporta anche seri rischi per la salute e lo sviluppo dei bambini. La nostra responsabilità è massimizzare i primi e scongiurare i secondi. Non è troppo tardi per agire, ma è troppo tardi per limitarsi a piccoli aggiustamenti incrementali. Gli strumenti digitali possono ampliare le opportunità sostenendo l’apprendimento, la comunicazione e l’accesso ai servizi sanitari, specialmente per i bambini che vivono in aree remote o colpite da crisi. Per molti giovani, inoltre, gli spazi online offrono creatività, senso di comunità e appartenenza, in particolare a coloro che vivono forme di esclusione nel mondo offline. Questi benefici, tuttavia, non sono garantiti, ma dipendono in larga misura da chi ha accesso alle tecnologie, da come queste vengono progettate e dagli interessi che servono. I governi stanno riconoscendo sempre di più che la protezione dei minori online è una priorità di salute pubblica. Anche il Regno Unito ha recentemente annunciato l’intenzione di vietare alle piattaforme di social media di offrire servizi a utenti con meno di sedici anni, fra l’altro introducendo ulteriori misure di tutela, come restrizioni alle dirette streaming e ai contatti con sconosciuti. Il Canada, dal canto suo, ha presentato una legislazione per limitare l’accesso ai social media ai minori di sedici anni, imponendo al contempo più robusti requisiti di sicurezza integrata nella progettazione delle piattaforme e maggiori responsabilità per chi le gestisce.Nel loro insieme, queste misure riflettono un crescente consenso globale sul fatto che gli ambienti digitali richiedano una governance efficace, una progettazione adeguata all’età degli utenti e tutele più solide per proteggere la salute dei bambini. L’Organizzazione mondiale della sanità sostiene questo impegno incentivando la ricerca necessaria per comprendere meglio l’impatto delle tecnologie di oggi e di domani, fornendo consulenza tecnica ai paesi e promuovendo ambienti digitali sicuri, equi e favorevoli alla salute.Occorrono soluzioni perché gli ambienti digitali non sono neutrali. Il modo in cui vengono progettati, governati e monetizzati influenza molti aspetti della nostra vita, non ultimo la nostra salute.Ad esempio, l’esposizione ripetuta a contenuti stereotipati, sessualizzati, violenti o discriminatori influisce sul modo in cui i bambini percepiscono se stessi e il mondo che li circonda. Gli algoritmi filtrano sempre più spesso le informazioni sanitarie con l’obiettivo di catturare l’attenzione piuttosto che garantire l’accuratezza, consentendo così la diffusione di affermazioni fuorvianti. La raccolta e l’utilizzo dei dati personali, soprattutto per scopi di profilazione e marketing mirato, sollevano preoccupazioni in materia di privacy, manipolazione e benessere delle persone.Le evidenze attuali associano un’eccessiva esposizione agli ambienti digitali a problemi quali ansia, depressione, disturbi del sonno, maggiore aggressività e, nei casi più gravi, tendenze suicide, specialmente tra gli adolescenti più vulnerabili. Inoltre, il marketing digitale sulle piattaforme può esporre gli utenti alla promozione di prodotti dannosi, come tabacco, alcol e gioco d’azzardo.L’uso dei social, dei videogiochi e dell’intelligenza artificiale può accentuare la solitudine e rimpiazzare le relazioni nel mondo reale. Un utilizzo prolungato contribuisce a stili di vita sedentari e carenza di sonno, entrambi noti fattori di rischio per le malattie non trasmissibili.Anche lo sfruttamento e gli abusi sessuali online sono in aumento a livello globale, insieme a una forte crescita del materiale pedopornografico, delle immagini di abuso generate dall’intelligenza artificiale e dei contenuti sessuali manipolati tramite deepfake o utilizzati a scopo di bullismo. Tutto ciò ha conseguenze profonde e durature sulla salute mentale, sulla fiducia e sulla sicurezza delle vittime.Le pratiche commerciali amplificano tutti questi rischi. Molte piattaforme sono progettate per massimizzare il coinvolgimento degli utenti, senza prevedere adeguate protezioni dall’esposizione a contenuti dannosi né funzionalità atte a tutelare la salute fisica e mentale dei bambini.Ridurre l’esposizione a contenuti illegali, estremi o particolarmente espliciti è essenziale. Ma il benessere dei bambini richiede molto più della semplice assenza di danni. Esso dipende, infatti, da relazioni stabili, giusti limiti, attività fisica e opportunità di interazione sociale nel mondo reale. I rischi aumentano quando gli ambienti digitali ostacolano, anziché favorire, uno sviluppo sano.L’intelligenza artificiale generativa rappresenta un potente moltiplicatore sia dei rischi sia delle opportunità per il benessere dei minori. Utilizzata in modo responsabile, e attraverso strumenti progettati per scopi specifici, essa può sostenere l’istruzione, l’accessibilità e la salute. Tuttavia, il suo impatto a lungo termine sulle aspettative dei bambini riguardo alle relazioni, all’empatia o all’autoregolazione resta incerto. Finché tale incertezza persiste, adottare un approccio precauzionale non significa essere contrari all’innovazione, bensì a favore dei bambini.L’equilibrio digitale è parte della soluzione. Sebbene gli ambienti digitali richiedano regolamentazione, trasparenza, progettazione adeguata all’età, funzionalità più robuste in materia di sicurezza e fiducia, e maggiore responsabilità, le evidenze scientifiche devono procedere di pari passo con la tecnologia. Ciò implica ricerche indipendenti e longitudinali condotte in diversi contesti economici e geografici.Soprattutto, dobbiamo ascoltare i giovani di oggi. In quanto utenti attivi della tecnologia, essi possono contribuire a far evolvere gli ambienti digitali in modo responsabile. Il mondo online e quello offline costituiscono ormai un unico spazio, nel quale gli strumenti digitali possono favorire uno sviluppo sano, oppure soffocarlo. I giovani dovrebbero mettere a disposizione la propria esperienza diretta per contribuire a definire adeguati meccanismi di tutela, e al dibattito dovrebbero partecipare anche genitori, educatori, scuole e comunità.Questo processo richiede una collaborazione costante tra governi, industria, società civile e istituzioni di sanità pubblica, fondata sull’impegno comune a massimizzare i benefici e minimizzare i danni. Maggiore trasparenza, condivisione dei dati, scelte progettuali favorevoli alla salute e sostegno da parte delle imprese a standard di sicurezza efficaci, soprattutto per i minori, sono elementi essenziali. L’Oms può svolgere il proprio ruolo di coordinamento ed esercitare la propria influenza nella definizione di norme e standard.I nostri bambini e giovani non sono cavie, né un mercato prigioniero o una merce. Insieme, possiamo e dobbiamo creare ambienti digitali che proteggano e sostengano il loro sano sviluppo. Le scelte che compiamo oggi avranno ripercussioni per generazioni.Emmanuel Macron, presidente della Repubblica francese e Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanitàCopyright Project Syndicate
La protezione dei minori online è una priorità di salute pubblica
Il punto non è condannare la tecnologia, ma agire per proteggere la salute dei giovani. L'intervento del presidente della Repubblica francese e del direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità








