La salute dei bambini minacciata dai social network è sempre più al centro dell’agenda globale. Mentre l’Australia raddoppia le multe ai giganti che consentono l’accesso dei minori ai social network, in spregio della legge nazionale, Pedro Sanchez ed Emmanuelle Macron lanciano l’allarme. “Non cederemo ai tecno-oligarchi”, ha ammonito il premier spagnolo. Ma secondo una ricerca di due università americane, le protezioni offerte dai colossi a tutela dei minori non funzionano.

L’allarme di Pedro Sanchez, Emmanuelle Macron e dell’Organizzazione mondiale della sanità

Il presidente francese ha firmato un editoriale insieme al direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). “Le scelte digitali plasmano la salute dei nostri figli”, dunque la società e le istituzioni dovrebbero proteggere gli adulti del futuro. E’ il senso dell’articolo pubblicato su Project Syndacate, firmato dal capo dell’Eliseo con Tedros Adhanom Ghebreyesu. “I nostri bambini e i nostri giovani non sono ‘cavie da esperimento’, un mercato o una merce. Insieme – esortano i due – possiamo e dobbiamo costruire ambienti digitali che proteggano e supportino il loro sano sviluppo”, perché “le scelte che facciamo ora avranno ripercussioni per generazioni”. Macron sta spingendo sull’acceleratore, sul divieto di accesso per i minori, dettando la road map nell’intervista del 25 giugno al canale televisivo TF1: legge da approvare “entro il 15 luglio”, per imporre alle piattaforme già a settembre la chiusura dei profili registrati dai ragazzi sotto i 15 anni.